lunedì 15 dicembre 2014

Celiaca





Ho sempre pensato che i celiaci avessero  un macigno sulla testa per tutta la vita è che se fosse successo a me, non avrei retto alla rinuncia di pane, pasta e tutto quello che è fatto di farina (quindi quasi tutto).
Quando mi hanno detto che mia figlia era sospettata, ho mandato tutti a quel paese: ma figuriamoci! Non ha nessun sintomo, non può essere!
Insomma negavo sempre, negavo tutto... Poi è arrivato il tempo della gastroscopia - guardate negli occhi che cadono vostra figlia di quattro anni, che piange e sviene sotto l'effetto dell'anestetico: ditemi se non ci starete male per giorni - e del responso definitivo: inutile negare.
È iniziato un periodo difficile, più per me (e per la mamma, ovvio) che per lei. Informarsi, capire, chiedere, decidere, provare provare provare...
In breve la situazione - per chi vuole saperne - è questa: la celiachia non è allergia, non è intolleranza (lo so, dovrebbe essere ovvio ma ho notato che non è così scontato per molti), è una malattia autoimmune.
Per fortuna non è la più pericolosa, ma è comunque in una categoria decisamente a rischio. Il glutine passa le membrane intestinali (cosa che normalmente non fa) e viene riconosciuto come elemento estraneo è attaccato dal sistema immunitario. Questo attacco causa il  rilascio di metalli e altre sostanze pericolose... Beh non mi dilungo e semplifico, se volete saperne di più sulle meccaniche c'è tutta la rete a disposizione, il risultato è un intestino rovinato è un rischio molto alto di contrarre altre simpatiche patologie (tiroidismo, cancro, diabete...).
Soluzione? Una sola, eliminare il glutine  dalla dieta per sempre! Dove sta il glutine? Ovunque perché è la molecola base della farina di frumento, grano, e molto altro cereali, quindi addio a pane, pasta, torte, pasticceria, pizza, birra, è molto che in teoria non sarebbe parente del glutine ma che spesso viene lavorato insieme alle farine quindi contaminato.
Il limite è parecchio basso - 20 parti su milione - quindi occorre molta attenzione a non sgarrare!
Per fortuna, o purtroppo, la celiachia non è una cosa tanto rara quindi sono arrivate sul mercato molte aziende che fanno prodotti senza glutine, per cui si può mangiare ancora - quasi - come le persone normali.

In Italia ho trovato 3 aiuti:
  1. Lo stato
  2. L'associazione nazionale celiachia
  3. Un paio di siti di quelli "giusti"

1 Stato (e Regione) fornisce un buono mensile da spendere per comprare prodotti senza glutine. Naturalmente siamo nel paese sbagliato per fare ogni cosa (e giusto per fare i furbi) quindi il buono non si può spendere al supermercato ma solo in negozi specializzati e farmacie. Quindi, per fare un esempio, un kg di farina o di pasta normale costa meno di un euro, un kg di farina senza glutine al supermercato costa circa 4 volte tanto e la stessa farina in farmacia (stessa marca ma venduta con due nomi diversi) costa 8 volte tanto!
Capite subito che quel Buono è abbastanza irrisorio.
Ps: pare che tra un anno comunque lo aboliranno! Ma si... Che ce ne facciamo? Tanto ci sono gli 80 euro finti pro-campagna elettorale...

2 esiste un'associazione celiaci italiana che aiuta con un sito ed una pubblicazione del prontuario con dentro i prodotti adatti ai celiaci: purtroppo i prodotti nel prontuario non sono tutti i prodotti certificati ma solo quelli di chi paga per essere sul prontuario stesso. Io la trovo un'incongruenza ma forse mi sbaglio io... O no?

3 il forum di "cucina in simpatia" e il blog (e due libri) di due delle loro autrici (Felix e Cappera a cui vanno i miei sinceri ringraziamenti): grazie ai loro consigli e alle loro ricette, si può ricominciare a cucinare senza glutine e fare cose buone, anzi ottime! E vi assicuro che per quanto riguarda il pane, l'assenza di glutine è un deterrente assoluto per tutto il processo.

venerdì 12 dicembre 2014

Benzina



Apro una rubrica, vediamo se avrò voglia di portarla avanti... La intitolo con un hashtag #bastafregature chissà che tutti non ci aggiungano qualcosa...

La questione è, perché dobbiamo sempre essere fregati, Presi in giro, Raggirati, da chiunque per ogni cosa?

Capitolo 1 -  I benzinai
Sei per strada, vedi il tabellone del benzinaio che recita luminoso il prezzo al litro. Fai benzina e il prezzo indicato sulla pompa è diverso, ovviamente più alto.
#bastafregature: facciamo un elenco dei benzinai furbetti così tutti sappiamo dove non spendere i nostri soldi? Chissà he una volta a secco, di clienti, non cambino certe abitudini....

martedì 2 dicembre 2014

L'universo in un guscio di noce






Anche se non siamo fisici quantistici, possiamo interessarci di comeva il mondo e l'intero universo: le ultime teorie spiegate in modo semplice a chi normalmente non ci capirebbe nulla.

mercoledì 19 novembre 2014

Il bordo vertiginoso delle cose


Un libro che parte blando e piano piano si innalza. Peccato che il livello più alto arrivi nelle ultime pagine. Occasione sprecata.

venerdì 14 novembre 2014

Il cavaliere dei sette regni


Prequel della saga del ghiaccio e del fuoco, confermo quanto dicono in molti: non sembra scritto dall'autore, piuttosto qualche discepolo e giusto qualche rifinitura di Martin.
Niente di che...

lunedì 10 novembre 2014

Cortisone o crema solare?


Come si cura la dermatite atopica dei bambini? Non si sa!
Si tratta di una malattia della pelle relativamente nuova; è comparsa e sis sta diffondendo nelle ultime generazioni.
La questione è che probabilmente il bacino dei "contagiati" non è così ampio da destare gli interessi della ricerca farmaceutica ed i medici fondamentalmente usano metodi variabili, a volte anche completamente opposti: evita di lavarti, lavati spesso, metti questa crema, quest'altra, un mix... il tutto abbastanza inutile. 
Il rimedio unico - che rimedio non è - sembra essere il cortisone.
A me il cortisone ha sempre fatto storcere il naso, sia perchè non è un rimedio ma solo una sospensione dello stato irritiato della pelle - che dopo un po' torna ed essere irritata - sia perchè è uno di quei preparati di cui non si conoscono gli effetti a lungo termine.
Questa estate ho fatto qualche ricerca in rete e quindi un ragionamento ed un'intuizione...

Il problema è che la pelle si rompe perchè manca di barriere naturali adeguate.
L'azione del cortisone è quella di creare un velo sulla pelle rotta (ed evitare quindi il prurito)
Quali altri prodotti potrebbero avere la stessa azione?

Mi sono dato due risposte: i preparati contro le afte e le creme solari! I primi non mi sembravano indicati, le seconde le ho provate sulla mia personale figlia-cavia per alcuni mesi.

Risultati: la dermatite è abbastanza sotto controllo! Non risolta ma sotto controllo nello stesso modo in cui lo era con il cortisone.

Magari sbaglio tutto.... ma se qualche ricercatore volesse partire da qui... non è che volgio il Nobel eh.... però...

domenica 26 ottobre 2014

Scheda Verona



Gara che si disputa nella prima metà di ottobre, con molti lati oscuri: organizzazione da rivedere, un percorso anonimo e ristori - quello finale soprattutto - decisamente poveri.


Informazioni


Valutazione



Voto Complessivo
2 di 4
Percorso
1 di 4
Pacco Gara
2 di 4
Tifo
1 di 4
Organizzazione
2 di 4
Ristori Percorso
3 di 4
Ristoro Finale
3 di 4
Assistenza
1 di 4


Aggiungi la tua Valutazione. (se preferisci richiedi l'invio email della scheda).


Scheda Carpi-Modena


Maratona oranizzata nella prima metà di Ottobre: una classica con un trend purtroppo in discesa a causa del percorso non più da record e soprattutto per una macchina organizzativa spesso non all'altezza della simpatia e dell'ospitalità dei luoghi.

Informazioni


Valutazione



Voto Complessivo
2 di 4
Percorso
2 di 4
Pacco Gara
2 di 4
Tifo
2 di 4
Organizzazione
2 di 4
Ristori Percorso
3 di 4
Ristoro Finale
3 di 4
Assistenza
2 di 4


Aggiungi la tua Valutazione. (se preferisci richiedi l'invio email della scheda).


Scheda Chicago


Una delle grandi classice in U.S. per l'inizio di Ottobre: ottimo percorso - ovviamente cittadino - e pubblico molto caloroso, quasi ai livelli della cugina New York. Organizzazione impeccabile, giusto qualche punto in meno sul pacco gara.

Informazioni


Valutazione



Voto Complessivo
4 di 4
Percorso
4 di 4
Pacco Gara
2 di 4
Tifo
4 di 4
Organizzazione
4 di 4
Ristori Percorso
3 di 4
Ristoro Finale
3 di 4
Assistenza
2 di 4


Aggiungi la tua Valutazione. (se preferisci richiedi l'invio email della scheda).


mercoledì 22 ottobre 2014

Le tasche, le tasse, gli sciacalli.




Sarà qualunquismo? Io la definirei piuttosto disillusione. Da quanti anni si succedono governi e governanti in questo paese? Ne avete mai sentito uno, di questi giullari, dire qualcosa di diverso dai soliti slogan?
Non metteremo le mani nelle tasche della gente, un milione di posti di lavoro, riforme ci vogliono (ironizzava già Vasco nel 1978... Sono passati oltre 30 anni), diminuiremo le tasse, blah blah blah...
Intanto io mi preoccupo ogni volta che dicono di aver tolto tasse...

Ecco un prospettino, dati alla mano, di quanto pagavo alcuni anni fa (2006 se non sbaglio), poi l'anno scorso ed infine quest'anno di imposte sulla casa, anzi il castello di meno di 50 metri quadri:

- 61 euro Tares + 71 Imu = 132 euro

- 112 Euro Tares + 0 Imu = 112 Euro

- 152 Euro Tares + 110 Tasi = 262 Euro


Però, come dice l'ultimo dei giullari, posso stare sereno: l'anno prossimo faranno una sola tassa comunale (sicuramente più alta della somma delle altre finora) e nel frattempo il mio stipendio - che non è mica cambiato negli anni, quello - guadagna i famosi 80 euro..... Anzi no! Di 80 in busta ne arrivano solo 11 e contemporaneamente hanno rivisitato le quote del l'assegno familiare togliendomene 29!
Con un netto definitivo di meno 18 euro ogni mese, il mio potere di acquisto e di pagamento delle tasse, raddoppiate in pochi anni, è davvero un grande potere!
"Riforme ci vogliono, riforme riforme..."
Andate a quel paese (Italia)!

venerdì 10 ottobre 2014

Ricatto mortale






Matheson è un maestro del genere, peccato solo che i suoi racconti siano un po' distanti dalla nostra epoca, ovviamente per l'età e non per demerito. Secco, essenziale, tremendo: da leggere!

mercoledì 8 ottobre 2014

Un tram che si chiama desiderio


Grande classico di Tennessee Williams, ognuno di noi vorrebbe essere su un palco a interpretare Brando (io vorrei)!

venerdì 3 ottobre 2014

Multiversum






Un buon romanzo che affonda le radici nella fisica del Multiverso: qualche facilità di troppo, errore di gioventù dei personaggi e dell'autore.
Complimenti.

venerdì 26 settembre 2014

La mano sinistra di dio



Ho atteso fino all'ultima pagina per vedere se questo libro, un paio di frasi azzeccate in mezzo ad una trama raffazzonata e inconcludente, migliorasse.... Non l'ha fatto!

mercoledì 24 settembre 2014

Marcia ridotta



Il respiro è affannato ma regolare, le spalle e il collo sono sciolti, le gambe girano bene. Gli svolazzini consentono di sentire i muscoli delle coscie che si gonfiano e si scaldano ogni volta che i piedi toccano terra slanciando verso un nuovo passo. Su una salita non troppo pesante si riesce a sentire completamente i propri muscoli tendersi e flettersi, le proprie vene che pompano sangue, la pelle che si contrae.
Una sensazione di potenza assoluta! O meglio, la sensazione è assoluta, la potenza è relativa: ognuno ci mette quella che può, ma la sensazione per chiunque è di essere un'auto in gara.
Io ho provato di nuovo questa sensazione per un breve tratto di un breve allenamento ormai due settimane fa, e non provavo qualcosa del genere da almeno un anno!
Vivo e mi continuo ad allenare per ritrovare questa sensazione. Aggiungo pochi metri alla volta e spesso ne tolgo, non potendo fare di meglio: da quando ho subito quello stop, non mi sono più ripreso. Tutto il mio corpo ha deciso che non può più fare quello che facevo, o cercavo di fare, prima. Ora non posso più mangiare o bere alcune cose (ovviamente le più golose), non posso più stressarmi molto, non posso più correre molto. Al momento superare i 10 km ogni qualche giorno significa stare male, quindi evito... Ma non demordo! Ricerco una stabilità da cui ripartire e nel medio periodo uno stare a galla tra il troppo e il troppo poco.
Per il resto, visite ed esami ne ho fatti in quantità e responsi non ce ne sono stati: approfondire è inutile e costoso - devo scegliere se usare soldi per fare esami su di me o su mia figlia quindi capirete per cosa opto - e poi... Non penso di voler sapere altro adesso.
Qualche giorno fa ho passato una piacevole serata con gli amici di Running Forum e in quel frangente ho pensato che a) mi manca il non poter seguire una tabella b) non mi manca la gara c) invidio le persone che non hanno i miei problemi (ma invidiare non è il termine giusto, mi dispiace non essere come loro parte di una "elite").
Credo che sia ingiusto quanto mi succede e che non ci sia nessuno con cui prendersela, cosa ancora più ingiusta: ogni volta che finisco di correre, se non sto male rivolgo un cenno stizzito al cielo. Tanto per dire "hey sono qui e per questa volta ti ho battuto, vai a farti fottere!"
È simbolico, anche perché poi capita di stare male più tardi, o il giorno dopo o l'allenamento successivo, non si scappa... Lassù, in fondo, non esiste nessuno quindi posso permettermi di trovare un maledettissimo capro espiatorio contro cui lottare e imprecare.

domenica 21 settembre 2014

L'abbazia del 100 peccati



Discreto, non eccezionale. Un po' perché le storie eroiche medievali sono ormai troppe, un po' perché alcuni aspetti e personaggi sono poco credibili nonostante la granitica ricerca storica dietro alla trama. Essendo un capitolo di saga, attendiamo per forza di poter leggere il seguito.

martedì 16 settembre 2014

Tutto per una ragazza


Leggero, troppo: la visione di un sedicenne che si ritrova padre. Forse in Inghilterra sono davvero così ma non credo. Sufficiente per l'impegno.

martedì 9 settembre 2014

Lo spaventapasseri


Nuova avventura per il detective Pagano, forse l'ultima: si spantega dalle pagine una scrittura un pelo sotto il solito standard di Morchio, si sente la maggior fatica (forse avrebbe voluto ma non è riuscito a liberarsi di Bacci). 
Rimane però imbattibile: leggi la prima pagina e sei risucchiato all'ultima senza nemmeno accorgerti!

... È esattamente come me lo ero immaginato. Uno sfigato, un perdente. E mio nonno Baciccia mi ripeteva che per i perdenti non c'è una terza possibilità, o sono onesti o sono fessi.



...



mercoledì 3 settembre 2014

Ulisse



Ammetto che leggere le quasi mille pagine in cui Joyce, tradotto da Celati, è dura. Seguire i viaggi interiori nelle facezie di mr Bloom & company, non è facile ma se ci si lascia andare si scopre che questo non è un libro da leggere ma da ascoltare. Una sinfonia di note, la musica delle parole.
Ci faremo una sacrosanta bevuta da lasciar basiti i druidici druidi.

venerdì 8 agosto 2014

La terapia dei dolci






Le inconcludenti vicende di una scrittrice di manuali di auto aiuto: scrittori, strizzacervelli e persone con disturbi vari... ovviamente ambientato nella città che contiene la più alta percentuale al mondo di ogni categoria. Un altro libro che senza New York non sopravvivrebbe.

mercoledì 30 luglio 2014

Personal Trainer(s)







Continua il periodo di alti - che non saranno mai alti come un tempo - e bassi - che sembrano proprio sotto terra - e continua la ricerca di un me stesso che sappia accomodarsi in questa condizione senza lamentarsi (troppo).
Faccio 15 km di corsa, poi 20: fantastico! Ci riprovo, sto male!
Mangio il giusto, non eccedo, tutto ok! Poi sto male!

Ad agosto ho intenzione di fare due cose che si riveleranno fondamentali per tornare alla normalità, oppure non serviranno a nulla ma ci avrò provato.


  • Tengo un diario giornaliero di quello che mangio, dell'attività fisica e della stanchezza, dei sintomi riscontrati.
  • Chiedo ufficilamente agli amici Vincenzo e Giuseppe di farmi da personal trainer.

Il primo punto serve per capire se la ricorrenza dei sintomi possa essere legata in qualche modo ad uno o più elementi (chissà cosa capiterà con i disordini alimentari tipici delle vacanze).
Il secondo punto serve per non farsi molti problemi, evitare gli aspetti psicologici del dolore, cercare di seguire una preparazione alla maratona di altri, quindi da lontano, in proporzione, con distacco. Due allenatori perchè da uno posso prendere l'entusiasmo e la convinzione e dall'altro la saggezza e l'equilibrio: ragazzi ricordatevi però che quando arrivo a sentire che le cose non vanno io mi fermo, non posso, non voglio ed ho sinceramente paura di rischiare ancora.

giovedì 17 luglio 2014

Manhattan Transfer


Premesso che è un genere che non apprezzo, Dos Passos si mangia a colazione Scott Fitzgerald! Peccato non abbia avuto la stessa fama.

Ecco un esempio fenomenale:
Solo due passi, apro la portiera e mi siedo accanto a lei, snella bellezza appollaiata come un uccellino sul trespolo. Vai tassista, vai a tutta velocità. Lei tende le labbra verso di lui; i suoi occhi palpitano, grigi uccelli prigionieri.

lunedì 7 luglio 2014

Vite...


Resoconti, e gossip, delle rockstars del '500: non solo Leonardo e Michelangelo, anche Giotto, Bramante, Verrocchio, Ghiberti e via narrando. Non è il più accurato ma è il punto di partenza e il "must" per tutti gli appassionati del Rinascimento. Complicato e insieme divertente, leggere un italiano così datato.
Da provare.

giovedì 26 giugno 2014

Se ci riesco io...


Penso a quelli che dal pulpito raccontano le loro storie. Sconfitta la malattia, ricostruiti arti, superati gli acciacchi, o solo "io ce l'ho fatta", verso un luminoso futuro, esempi e campioni per tutti.
Per carità, evviva. Il mondo ha sempre bisogno di esempi positivi.
Però mi fanno un po' incazzare.
Un po' tanto!
Perdonate.
Sarò cattivo io, lo so.
Loro con i migliori in ogni campi, aiuti, consigli, sistemi, conferme.
Io ho i miei problemi alla schiena, allo stomaco, al piede.
Io devo scegliere ogni mese se spendere in una visita medica o pagare le bollette, magari il mese senza bollette mi tocca scegliere tra riparare la lavatrice o cambiare il casco distrutto.
Quando scelgo per la visita medica colleziono l'ennesimo parere diverso dagli altri.
Quest'anno ho lasciato in terapie tre stipendi, molto di più che in scarpe e iscrizione alle gare, molto più dei soldi destinati alle vacanze.
Per ritrovarmi comunque al punto di partenza, stanco acciaccato e dolorante, spesso indolente e vai a capire se è il malessere o sto cominciando a mollare.
Fortuna, scontata ma nemmeno troppo, che non è mai nulla di davvero grave, siamo in piedi del resto.

Ecco sono io che potrei dire "se ci riesco io ci può riuscire chiunque".
Il problema è che non mi pare di essere vicino a riuscire, forse nemmeno a metà strada... Però insisto! Non mollo, non mi do per vinto, povero stupido!
Lascio perdere, mi giro dall'altra parte e dormo quando vedo che è ora di fare una pausa. So che non posso più fare come e quanto prima, so che se non mi fermo in tempo ricomincerei a stare peggio e sinceramente già ci arrivo troppo vicino al peggio. Mi fermo e poi riparto. Forse non andrò più oltre questo, forse si.
Ecco l'unica cosa che posso, e devo, superare ancora è la paura e la delusione.
Se io posso arrivare a tanto, voi altri potete e dovete fare meglio di me! Io remo da solo, io non ho fama e fortuna, non ho agganci e aiuti insperati.
Io ho corso forse 5000 km sulle mie gambe, forse ne farò altri 50 forse altri 5000.

Prendi un po', dammi un po', l'anima cerca posizione certa ma la strada è deserta
fuori è come dentro, voglio solo stare comodo
la mia nemica è solamente la fretta
e stare male non mi importa più
sono in controllo di me stesso ora
che sono andato senza camminare
catapultato in una vita nuova
ci vuole cura a togliere le schegge
e la mano sicura e le dita fresche
a stare fuori dalle logiche del gregge
a dire come si è invece di come si vorrebbe
sa-sa-sa-sale come febbre che io non voglio perdere
senti come è urgente e lungo le mie vertebre
sale come febbre che io non voglio perdere
senti come è urgente e

E non mi importa più di tutto ciò che è stato
non c'è la rabbia e la paura che mi ha spaventato
adesso sono qui dove tu mi hai lasciato
tra le mie braccia stringo ciò che sono diventato
Ora so bene, io ora sto bene
ora so bene, io ora sto bene
ora so bene, io ora sto bene

Taglia a fondo quando scatta il panico
co-co-co-come la lama di un coltello a serramanico
co-co-co-come pensarmi già da quell'altra parte del valico
sono come le nuvole, con la mia pioggia carico
e stare male non mi importa più
sono in controllo di me stesso ora
che sto imparando come camminare
2000 strade in una vita sola
io divago diviso tra le due cose che amo
co-co-come il dottor Zivago
ho fatto il miracolo in viaggio tra le due sponde del lago
la carpa è diventato un drago
e ho affilato le unghie chi mi capisce mi raggiunge
o lo fa quando sarò arrivato al dunque
non posso più aspettare di accontentare chiunque
se so che non ci riuscirei comunque

E non mi importa più di tutto ciò che è stato
non c'è la rabbia e la paura che mi ha spaventato
adesso sono qui dove tu mi hai lasciato
tra le mie braccia stringo ciò che sono diventato

Sono diventato questo
al resto non ci penso più
basta un attimo adesso
al resto non ci penso più
sono diventato questo
al resto non ci penso più
basta un attimo adesso
al resto non ci penso più


Ho conosciuto il dolore:
ed era il figlio malato,
la ragazza perduta all’orizzonte,
il sogno strozzato,
l’indifferenza del mondo alla fame,
alla povertà, alla vita…
il brigante nell’angolo
nascosto vigliacco battuto tumore
Dio, che non c’era
e giurava di esserci, ah se giurava, di esserci….e non c’era
ho conosciuto il dolore
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
per farlo tremare,
per farlo impallidire,
per farlo tornare all’angolo,
cosi pieno di botte,
cosi massacrato stordito imballato…
cosi sputtanato che al segnale del gong
saltò fuori dal ring e non si fece mai piu
mai piu vedere
Poi l'ho fermato in un bar,
che neanche lo conosceva la gente;
l’ho fermato per dirgli:
“Con me non puoi niente!”
Ho conosciuto il dolore
e ho avuto pietà di lui,
della sua solitudine,
delle sue dita da ragno
di essere condannato al suo mestiere
condannato al suo dolore;
l’ho guardato negli occhi,
che sono voragini e strappi
di sogni infranti: respiri interrotti
ultime stelle di disperati amanti
-Ti vuoi fermare un momento?- gli ho chiesto -
insomma vuoi smetterla di nasconderti? Ti vuoi sedere?
Per una volta ascoltami! Ascoltami e non fiatare!
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente
Ti ho conosciuto dolore in una notte di inverno
una di quelle notti che assomigliano a un giorno
Ma in mezzo alle stelle invisibili e spente
io sono un uomo….e tu non sei un cazzo di niente


sabato 31 maggio 2014

Il cacciatore di teste






Piacevole scoperta di un autore nordico (non troppo distante da Larsson, geograficamente e stilisticamente): solida storia con suspence e colpi di scena, seguendo un headhunter che si ritrova da cacciatore a preda e viceversa.

giovedì 29 maggio 2014

Il profumo delle bugie


Bruno Morchio esce dal suo solito - riuscitissimo - personaggio del detective dei caruggi e si cimenta con questa storia di crucci e bugie di una agiata famiglia. Esperimento interessante ma non sembra stare in piedi: non regge il confronto con Bacci Pagano.

martedì 27 maggio 2014

Scheda Praga



Splendido evento, che si tiene alla fine di Maggio, in una altrettanto splendida città. Abbondante pubblico in centro ma presenze sparute in periferia. Percorso ondulato ma nulla di preoccupante.
Ottima organizzazione.


Informazioni


Valutazione



Voto Complessivo
4 di 4
Percorso
3 di 4
Pacco Gara
2 di 4
Tifo
3 di 4
Organizzazione
4 di 4
Ristori Percorso
3 di 4
Ristoro Finale
3 di 4
Assistenza
1 di 4


Aggiungi la tua Valutazione. (se preferisci richiedi l'invio email della scheda).


martedì 6 maggio 2014

Pieno giorno


La storia di un giorno e la storia di una vita piuttosto particolare. Sopra di tutto giganteggia la scrittura perfetta e pazzesca di Moehringer: quale delitto che abbia scritto solo due romanzi!

Si gira, faccia a faccia con Giornalista. Ce l'hai una ragazza?
Si
La ami?
Ecco...
La risposta è no.
Aspetti...
Troppo tardi. Ti ho già segnato nella colonna dei no.
Non è così semplice, signor Sutton.
Invece lo è, ragazzo. La vita è complicata, l'amore no. Se ci devi pensare anche solo mezzo secondo, non sei innamorato.

Allora, libri. Niente di più facile. Un libro è l'unica vera via di fuga da questo mondo alla deriva. A parte la morte.

martedì 22 aprile 2014

Il diavolo veste Prada



Frizzante, glamour, un po' troppo "femminile", forse era meglio il film ma il libro della Weisberger non ti lascia fino alla fine.
Come sempre in questi casi, mi domando se avrebbe avuto lo stesso successo raccontato su strade diverse da quelle di Manhattan.

mercoledì 16 aprile 2014

Realtà



Una vita tranquilla, felice. Sapere di essere fatti l'uno per l'altra, complementari, una squadra vincente. I figli stravedono per te. Una salute di ferro, uno sguardo sereno al futuro. La gioia di essere altruista. 

Accade nei romanzi di solito, ma nella vita vera? Esistono persone così o sono invenzioni pubblicitarie?
Ti svegli dal sogno ed inizi a fare i conti: il tuo compagno/a non ti ha mai detto "ti amo" e chissà se almeno "ti stima moltissimo", per tuo figlio/a sei il tizio che arriva a casa la sera, conti su una mano le giornate senza problemi nell'ultimo anno, i dolori non ti fanno tregua, sei stanco di tutto, te stesso per primo, ti domandi come fanno gli altri, non solo quelli che stanno facendo una regolare vita sessuale con una fotomodella/o, ti chiedi se esiste un'entità superiore che ha deciso che per te non ne vale la pena (e nel caso inizi sistematicamente a mandarla a fare in culo, almeno ti sfoghi), vorresti correre per tre ore per sentirti finalmente liberato, anche se sai che non riusciresti a stare in piedi nemmeno per quindici minuti, pugile suonato.
La differenza tra altruismo e menefreghismo è la stessa che c'è tra chi racconta la propria storia con il sorriso perché vede la luce, e chi non ha nemmeno voglia di raccontare perché nuota sempre in mezzo alla melma. Ottimista e altruista è colui che non deve perdere tempo, forza, denaro, vita a combattere, lottare contro tutto, contro, Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento...

Vuoi leggere un bel romanzo? Dai fallo, non pensarci più...

lunedì 7 aprile 2014

Domenica lunatica





Mi sveglio di malumore. Sono stanco, ho lo stomaco ancora scombinato dopo una settimana dallo sforzo enorme e spropositato - e inutile - di Roma, sono arrabbiato con il mondo per una vita infelice, temo per una settimana lavorativa estremamente stressante: potenza degli scompensi chimici!


La domenica prosegue tra alti e bassi fino all'ora del te, l'ora della festa della compagna di scuola materna, l'ora X: a me pare lo squallore più totale, di certo è colpa mia: bambini in festa, tutti tranne mia figlia che non si stacca dalle gonne della mamma, non fa nulla e non si diverte: mammite acuta e infanzia infelice.
Chissà se, come me, anche lei si domanda cosa ci siamo venuti a fare in questa sala caldissima con vista sul parcheggio del centro commerciale. Chissà se anche lei si sente in carcere, con le orecchie che ronzano di discorsi troppo distanti da me, arieggiamento del prato e siepi, ponti radio e prosecchi, strade intelligenti contro il traffico del lago la domenica. Io che potrei parlare di strade meravigliose all'alba, kilometri nel verde corsi e sudati e per questo ancora più intelligenti, ma questa non è la mia platea.
Chissà se anche lei si sente la più bella e insieme la peggio vestita.
Chissà se anche lei maledice tutti i dolori che l'hanno convinta a non correre nemmeno stamattina, per poi sentirsi comunque stanchi ma anche insoddisfatti, maldisposti e anelanti una vita felice, sempre in cerca di tempi migliori.

mercoledì 2 aprile 2014

Impero



Magnifico racconto "lungo" l'impero romano ai tempi di Traiano. Una ricostruzione efficace che avvolge senza mai tediare, tipico dell'autore. Insieme a "Una giornata nell'antica Roma" descrive una quantità immensa di fatti, invenzioni, modi di dire e fare... una cività insomma da cui abbiamo preso quasi tutto quello che noi, tanto pomposi, definiamo moderno.
Da non perdere.

mercoledì 26 marzo 2014

Roma 2014

 
Trovo davvero molto difficile parlare e scrivere di questa mia maratona. La sento mia, come ogni altra, insieme, non la sento mia, non la voglio ricordare, non ne voglio (più?) sapere.
Arrivo sabato pomeriggio nella capitale e mi dico "hey, siamo a Roma", sono felice anche se so benissimo di non essere preparato e che tutti i dolori che mi porto appresso saranno un fardello troppo pesante. Giusto appunto, lo stomaco inizia a fare il suo sporco, bruciato lavoro. Vai di pasticche della felicità!
Arrivo in albergo e trovo gli amici veneti del forum con cui andiamo insieme a salutare il Mosè e a ritirare il pettorale. Troviamo altri amici nel tragitto, fino al ritrovo per la cena: siamo tanti e tutti allegri ma c'è una parte di me, che vorrei non fosse mia e che in effetti mi pare estranea, un cancro che vuole solo andare a dormire. Altra pasticca per sedare lo stomaco!
La notte trascorre piuttosto rilassata anche se prima di una gara si dorme normalmente poco. Colazione leggerissima, come ormai d'abitudine, e via allo start insieme agli amici del forum: un calore necessario e ben utile in mezzo agli scrosci di pioggia e vento. LA voglia di andare c'è e questo conta!
Attesa infinita per lo sparo e finalmente possiamo liberare le gambe: siamo stati sotto l'acquazzone fino ad ora ed i primi km invece esce un umido sole, insomma un caldo...
Da subito capisco che le metatarsalgie non si accordano per nulla con l'asfalto ed i sanpietrini romani: è immediato calvario a cui provo a resistere e non pensare.
Il ritmo è basso in mezzo alla folla dei 19000, mi dico che è meglio, così tengo più energia ma non è così, sono stanco e mi fanno male i piedi ad ogni passo, ho le pulsazioni sballate e poco fiato. Perché, perchè, perchè?
Le meraviglie della città eterna mi aiutano a non pensare, il passaggio di fronte a San Pietro è da lacrimoni. Continuo a provare, provare, provare e passo la mezza e poi i 25 quasi senza accorgermi (ottimo) ma la parte maligna di me, celata nel dolore, mi dice che io non faccio parte di quel fiume in festa che corre, non sono degno, non dovrei essere lì, che non voglio farlo: inizia il mal di stomaco, lo aspettavo prima, tanto meglio, vaffanculo!
Riesco a non fermarmi lungo la salita dell'Acetosa ma proprio quando inizia la discesa le fitte varie mi danno lo stop: speravo di arrivare a 30 senza fermarmi e, come una beffa, sono 29!
Decido di camminare un po' e poi provare a corricchiare fino ai 34, oppure ritirarmi ai 30 se mi sentissi davvero male: riesco ad arrivare ai 34, forse, perché i ricordi sono molto sfumati, e riprendo la camminata.
Mi dico che posso fermarmi al 35 ma poi mi dico anche che, ormai, cosa vuoi che sia... Insisto facendo un km di corsetta - chiamiamola così, ed uno camminando, i piedi non li sento più lo stomaco lo sento sempre di più: mi toglie il fiato, sento i polmoni lavorare a metà perché se li riempissi di più schiaccerei proprio la sotto dove non potrei nemmeno sfiorare, ora come ora. Continuo a pensare che non mi diverto, che cosa ci faccio in mezzo a questa gente, speriamo finisca in fretta. Nemmeno "San peridone" può fare più nulla per me.
Km 40, è ora di ripartire al trotto... Neanche per idea, chiedo ai volontari se hanno qualcosa da darmi, nulla. Mi porterebbero loro al traguardo? Noooo. Cammino, esco da quel tunnel con la musica infernale, mi impongo una mezza corsetta almeno fino all'arrivo. Mi vogliono fermare perché non ho il pettorale e mi tocca schivare e correre all'indietro per mostrare a tutti che è spillato sulla coscia, mortacci loro!
Mi rimetto dritto e taglio il traguardo dando il cinque a tutti i gladiatori in parata sull'arrivo: piccola soddisfazione, liberazione e rabbia.
Il resto della giornata è solo un tamponare a suon di pastiglie lo stomaco colabrodo e tenere i piedi sul letto gonfi e doloranti, alla cena delle medaglie riesco a stento a gustare la pasta e quella medaglia mi sembra troppo pesante, troppi danni per ottenerla e, per la prima volta in 8 maratone, troppo poco divertimento.
Notte dolorante, mattino dolorante, tentativo di fare il turista fallito miseramente, mi rimetto sul letto con il dubbio di riuscire ad alzarmi o se dover chiamare aiuto. Per fortuna "je la faccio" e me ne vado ad aspettare il treno... Mi aspettano un certo numero di giorni a rincorrere uno stato fisico per lo meno decente, e l'unica cosa che penso è che non è giusto, che sono una pippa, che il resto del mondo è meglio di me, che non me lo merito con tutto quello che faccio e provo a fare! So che non è che ho rischiato l'infarto (ma un malessere si), ma non mi sono goduto appieno le cose ed ho fatto un numero enorme di sacrifici... Per questo?! È necessario ammettere che non sono come gli altri, non ci arrivo e con gli ultimi problemi, non ne ho la forza, e proprio questi intensi sforzi peggiorano le mie precarie condizioni.
Per adesso non traggo conclusioni, penso solo a portare il culo a casina mia e improvvisare la normalità fino a quando questa non sarà reale (battuta acida ricevuta: "oh ti sei riposato in vacanza, adesso fai qualcosa").
Ripenso con un rimpianto e un sorriso ai meravigliosi momenti vissuti con gli amici del forum, primo fra tutti il compagno di stanza raptor, insostituibile.
Ho detto che non traggo conclusioni ma quando stai fermo non resta che pensare e non so quanto questo sia un bene: non ho il fisico adatto a fare quello che amo - questo è un fatto - perché non lo so ma è chiaro che chiunque abbia conosciuto in questi anni sulla strada, è partito dietro e mi ha poi stracciato e lasciato ansimante. Non faccio gare e accostamenti con altri, ne uscirei sempre in difetto, ma la corsa stessa mi batte sempre, posso essere più forte di testa di quanto lo sia nel fisico ma la vittoria dell'anima lascia segni tangibili sul corpo, sempre più larghi da rimarginare, sempre più lunghi e difficili da rimarginare: vale la pena dimostrare questa determinazione? Ed è determinazione o stupidità di chi sta facendo qualcosa che, francamente, non è il caso fare: propendo per la seconda.
Posso lasciar perdere, posso correre di meno, più piano, o smettere del tutto: in ogni caso sarò deluso e mi mancherà qualcosa d'ora in poi, una valvola di sfogo che fa uscire la rabbia e la frustrazione che fa entrare acido lattico e gastrico e consuma la vita in sali e aminoacidi.
Proprio ora leggo su un libro queste parole: "di nuovo in sella, dice. È l'unico modo, ragazzo mio. Vaffanculo la sella con tutto il cavallo. Perché no? Dice. Onestamente, peggio di così non potrà andare. Troppo depresso per discutere..."

Alterno la voglia di riprovarci immediatamente alla necessità di mollare. Si vedrà, per ora mi basta tornare a stare bene e "bene speremus"!