lunedì 30 settembre 2013

36!



Cronaca di una corsa complicata, al termine di una settimana complicata dagli infortuni, finale di un mese complicato dagli infortuni.
Trattasi della settima 9 di 12 - più 8 precedenti e più altre 6 pre-precendenti, una roba da veri pazzi furiosi - di un programma "talebalbano" e leggermente invasivo, ma se non avessi avuti tutti questi dolori, l'avrei sopportato? Non lo potrò mai sapere... di certo fino alla suà metà si, dopo sono arrivate le mazzate.

Sveglio alle 5:20, mentre sale il caffè inizia anche a piovere: penso a quelli che sotto il diluvio vanno di canottiera, penso a Venezia 2012 e mi dico: "che sarà mai, una mantellina leggera e stai sereno!".
Pronti, via: alle 6 si parte, il primo km è un continuo adattamento della corsa ai dolori che mi aggrediscono ad ogni classico piè sospinto: passeranno mai? Boh
Nel frattempo piove sempre più forte, se non altro la
Cosa mi distrae dal male e dal continuo pensarci, solo che dopo 10 km sono completamente zuppo e sto meditando di andare a casa a cambiarmi o di posticipare il lungo a causa del dolore insieme alle calze umide...
Decido di continuare, anche se tutti i fattori mi fanno andare più piano di quanto volessi e di quanto riuscissi a fare prima di oggi: non mi lamento.
Ci sono minuti in cui il male si attutisce ed aumenta il divertimento, poi torna tutto come prima e non riesco a spingere: se non avessi problemi riuscirei a spingere? Oppure rimango la solita scarpa al di la delle scuse? Ai posteri...
Ridendo e scherzando si passa la mezza, i 25 ed i 28: per fortuna smette di piovere e mi asciugo. Non riesco proprio a cambiare passo e arrivare ai 30 diventa difficile e più lento dell'ultima volta che ci ho provato.
Divido mentalmente la strada che mi rimane da fare, così sembra di meno: il ritmo continua a calare e temo di non farcela con la testa. Arrivo a 250 metri dai 35 e mollo perché non ne ho più, è il muro!
Poi mi incazzo perché mi mancava un km e dovevo pure farlo "alla tergat" e allora riparto in apnea, finisco i 35 e ci piazzo i 36 in volata assurda (4:29).
Poi mi fermo e immagino di non poter fare nemmeno un passo: ovvio adesso arriva il conto.
Zombie senza appoggi stabili per il resto del giorno e per quelli a venire... e chissà quanti. Ai dolori pre-partenza, se ne aggiungono di nuovi (raffreddore e leggera influenza, per la pioggia o per la stanchezza, e mal di schiena...evviva).

Rimangono tutti i dubbi e le atroci paure che questo sport mi presenta e che non sono ancora riuscito a cancellare, forse non lo farò mai: sono all'altezza? sono capace? sono adatto? Forse no, ci provo lo stesso ma porto con me troppe incognite su quella linea di partenza, sperando per lo meno di non ritrovarmi ancora caludicante il giorno prima e dover rimandare tutto.
Ho ancora un mese per leccarmi le ferite, spendere altri soldi in visite e medicine, e tentare un recupero miracoloso... daje!

Agosto e settembre on the road



Prosegue la preparazione tra alti e bassi: gli alti sono gli allenamenti estenuanti a cui stranamente riesco a fare fronte, i bassi sono i continui infortuni che hanno condizionato - e condizionano e condizioneranno - tutto il periodo.
Ho chiuso il mese di agosto con oltre 260 km sulle scarpe, non era mai successo prima. Se un anno fa mi avessero detto che avrei corso tanto e tanto intensamente, avrei dato del matto a tutti. Certo se non avessi trovato anche soluzioni sul tema di alimentazione e integrazione, che finalmente dessero un risultato accettabile nei confronti del mio fisico da capra, forse tutti questi km non sarebbero stati fatti a ritmi decenti... Ed in effetti non sono stati sempre decenti, ma pur sempre meglio degli anni passati.

Contemporaneamente ai benefici, sono arrivati subdoli infortuni - arrivavano anche prima se è per questo - che hanno limitato le uscite settembrine, limitandole al minimo indispensabile per tenere la condizione: mi domando a cosa serva andare avanti così, ma l'alternativa è non andare avanti affatto, e mi domando come sarebbe andata e come andrà se non dovessi costantemente pensare al dolore, alle fitte su ogni passo, alle creme e ai dottori, ai referti che dicono che non ho niente e alle mie gambe che non sembrano d'accordo.
È un continuo concentrarsi sul dolore, su come limitarlo durante il riposo, su come evitarlo correndo in questo o altro modo: il risultato è sempre quello che fermarsi o provarci non cambia nulla e che ad ogni sforzo in più, si ricomincia daccapo.

Sarà il mio destino, quello di combattere contro tutto, contro...anche contro me stesso!

Come finirà non lo so, ieri ho chiuso una settimana dura (80 km), risparmiando ogni passo per le tre settimane precedenti. Forse e probabilmente dovrò ripetere il tutto per il prossimo mese: chissà cosa combinerei se fossi sano solo la metà di così... L'enorme delusione è che i dubbi che volevo fugare con una preparazione tosta, rimangono e rimarranno per sempre.

martedì 17 settembre 2013

La legge, la truffa, il pubblico e il privato nel mondo del lavoro

Oggi vi racconto come funziona questo paese, il paese delle libertà - beninteso imprenditoriali - che guai a non aiutare le imprese a trasferirsi in Armenia, pagare meno, stare allegri... il paese che si ferma per stabilire in Parlamento chi può essere più uguale degli altri di fronte alla legge.
Altre storie... forse!
Tutte storie, come questa, che mostrano chiaramente come questo sia un paese del tutto svuotato di contenuti e compentenze.

Settembre 2011: vengo assunto, insieme ad altri 5/6 ragazzi, a tempo determinato (Bene, evviva, finalmente) ma dopo pochi giorni è chiaroche si tratta di truffa e non verremo pagat: si parla di "cassa integrazione"
Vi prego di notare che non ho mai ricevuto un centesimo, nemmeno la prima busta paga! Già da tempo non venivano pagati gli stipendi a chi lavorava lì da prima.
Non esiste alcuna legge a cui appellarsi, non possiamo rifiutarci di lavorare, non possiamo esigere i nostri crediti e nemmeno licenziarci prima di tre mesi!
Arrivano i sindacati e ci traghettano nelle procedure da cassa, vertenze, coesione dei lavoratori, avvocati e tutti sul piede di guerra... per 80 euro a testa (la tessera). Vabbè...
Le settimane diventano mesi, la cassa integrazione non viene approvata (non ci sono i presupposti) quindi nessuno ci paga nulla: il dramma è che tutto questo lo scopro io telefonando all'Inps, mentre i "sindacati tecnici" non sanno: "ma figurati, non succede, non è mai successo.... ma và? oddiononeramaisuccessomacomeèpossibile.."
Anche  i mesi diventano anni, la truffazienda dichiara fallimento, deciso anni prima come scopriamo (anche questo senza l'aiuto i sindacati).
Non possiamo ancora esigere nulla, non possiamo denunciarli, non possiamo rivolgerci a nessuno perchè: la guardia di finanza si muove grazie agli ispettori del lavoro, gli ispettori grazie ai sindacati, i sindacati non sanno nemmeno dove stanno di casa i primi due soggetti.
Inutili mesi e anni di telefonate, viaggi, tempi persi (miei).
Dopo altri mesi passati a rincorrere (naturalmente noi, non chi avevamo delegato) avvocati e curatori fallimentari, che di fallimentare hanno giusto la propria professionalità o orgoglio, dopo 24 mesi otteniamo un rimborso dall'Inps equivalente ad un ottavo circa di quanto perduto, anzi di quanto RUBATO da questi signori, che oggi sono a piede libero e con tanto di altra azienda aperta e altri lavoratori presi in giro... ah di quanto avuto dallo stato, i sindacati si prendono la percentuale (o il pizzo).
Insomma se non avessimo tutti trovato altri impieghi nel frattempo, saremmo potuti andare sotto un ponte grazie a tutti questi attori fantastici!

Questa è l'Italia oggi: non fidatevi di nessuno, dei datori di lavoro che iniziano a non pagare, dei sindacati che stanno in piedi per prendere le mance, dei professionisti del mondo del lavoro ne più ne meno che consulenti sulla vostra pelle! Dovete sempre pensare di cavarvela da soli!

Parere pesonale ovvio: del resto questo è un blog personale (immagino di non poter nemmeno fare nomi per avvertirvi di truffatori, pena denunce)!

A disposizione per informazioni a chiunque.

lunedì 16 settembre 2013

Mezza di Monza 2013


Domenica mattina parto in auto con due amici runnes (due veri runner, mica come il sottoscritto... 1:35 e 1:19 per intenderci) e con una scimmia del timore sulla spalla. Ho addosso l'infortunio al vasto femorale che non ne vuole sapere di lasciarmi quindi sono fermo da una settimana, tra creme e osteopata, nella speranza di non perdere condizione e di aver recuperato.
Prima volta nella storia, arriviamo in autodromo senza trovare nemmeno coda (!) e ci fanno parcheggiare davanti ai box. Recuperati i pettorali, mi presento al luogo del raduno Running Forum, per una volta in perfetto orario! Naturalmente non trovo nessuno: che fine avete fatto? Scoprirò all'arrivo da Zakkis (mi spiace per la sua giornata no) che vi eravate spostati, mannaggia a voi!
Il tempo incerto mi suggerisce la maglietta al posto della canotta (anche se è la mitica, me ne pentirò per l'eccessivo calore), riscaldamento titubante per via dei dolori alla gamba che sembrano sempre agguerriti (amen) e schieramento in griglia.
Decido di provare a partire ad un ritmo che dovrei poter tenere se fossi in forma e vedere come va, aiutato dai primi km nell'autodromo che scorrono velocissimi ed aiutano a correre, prima variante, curva lunga, Lesmo 1, Lesmo 2, parabolica... con il progressivo riscaldamento il dolore si attutisce ma i primi saliscendi mi danno molta pena e già al km 8 capisco che gli stop forzati a curare gli acciacchi hanno ridotto di parecchio la forma fisica, mi tocca rallentare e tanto.
Se non fossi enormemente preoccupato della preparazione alla maratona che sta andando a farsi friggere, mi godrei la gara molto di più: al km 13 sono già senza fiato e mi metto a camminare un breve tratto per recuperare, riparto e mi fermo, riparto e mi fermo, il sottopasso del km 19 mi stronca ma recupero e chiudo in progressione, finalmente!
Il tempo finale conta poco (1:49) ma dice impietoso che sono fuori condizione, che gli allenamenti durissimi di agosto (oltre 250 km) non hanno dato i risultati sperati ma sono dolori sparsi che mi stanno bloccando e che la preparazione per Venezia è a rischio, per non dire che è già andata a "ramengo"...sigh.
Dispiace che dolori e preoccupazioni non mi abbiano consentito di godere abbastanza della gara, che è un percorso abbastanza duro ma splendido, sebbene non venga mai supportato dall'organizzazione decisamente non all'altezza. (confermo il giudizio della scheda e invito tutti a compilare con le loro opinioni).
Per fortuna non ha piovuto ed inizia solo quando esco dallo spogliatoio: mi faccio lasciare al ristorante per il raduno RF dove trovo ottima compagnia che saluto e ringrazio per la divertente compagnia (Morgana, Stefi, Runmarco, Crop, Filorun che non conoscevo ancora e adesso stresserò parecchio per confronti su chimica&alimentazione).

Serata e nottata dolorante mannaggia a me e al mi vasto femorale del cavolo!

lunedì 9 settembre 2013

Fight club


Leggere Palaniuk è come scendere in un abisso infernale: verso la folle perdizione! Succede con ogni suo libro, tanto più con il primo. Intrigante follia pura.


venerdì 6 settembre 2013

Silenzio assoluto






Non il migliore libro di Shatzing, va detto. Comunque un thriller interessante e coinvolgente, con tuffi nella realtà che forse hanno poco di romanzesco.

mercoledì 4 settembre 2013

La spada e la seta



Simpatici aneddoti da parte di un professore, appassionato di Wushu, sulla cultura e la vita in Cina. Interessante.

lunedì 2 settembre 2013

Scheda Edimburgo



Maratona che si corre a fine Maggio.

Nel complesso una manifestazione discreta, percorso molto panoramico sul mare. Organizzazione appena sufficiente



Informazioni


Valutazione



Voto Complessivo
3 di 4
Percorso
3 di 4
Pacco Gara
2 di 4
Tifo
2 di 4
Organizzazione
2 di 4
Ristori Percorso
2 di 4
Ristoro Finale
1 di 4
Assistenza
2 di 4


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