Venice 2013

Oggi mi impegno a dire tutta la verità, null'altro che la verità!
Avrei voluto scrivere qualcosa di diverso, sono mesi che penso di scrivere cose diverse. I lunghi mesi di preparazione al top di ritmo, velocità, durezza, costanza... I lunghi mesi di preparazione al record sulla mezza, la costruzione ed il potenziamento, le settimane durissime di preparazione alla distanza regina - quasi 2000 km da aprile ad oggi, tutti in solitaria alle 5 del mattino, pioggia, neve, vento, afa, calura... Niente mi ha distolto dal mio obiettivo, nemmeno gli infortuni e neppure le settimane di mal di denti! 
Ricerca di alimentazione ed integrazione per superare i miei limiti: insieme alla tabella di allenamento intenso, devo dire che qualcosa è migliorato di certo, non abbastanza. Posso dire che la spirulina ha aumentato la mia benzina per la resistenza e che il peridone ha aumentato la resistenza al mal di stomaco, anche se entrambi sono migliorati ma non sistemati del tutto purtroppo...
Ho macinato km e km senza mai mollare e gli ultimi due appuntamenti decisivi pronosticavano una gara ben al di sotto delle 4 ore (gli ultimi due lunghissimi erano su medie di 5:28 e 5:33, anche camminando gli ultimi 7 km sarei arrivato pochi minuti dopo le 4 ore).
Avrei tanto voluto scrivere che finalmente il capitano di questa caravella aveva avuto ragione della ciurma di ammutinati, che aveva raggiunto i porti di ponente, che aveva trovato terra... Avrei voluto dire che "oggi ho vinto io", che non sono diverso da quanti arrivano in fondo senza allenamenti, che in crisi nera ci mettono solo 5 minuti in più e blah blah blah... Tutti questi atleti per cui provo competitiva invidia, simpatica rabbia ed enorme rispetto, tutto contemporaneamente!
Ma come diceva il marchese del grillo: "io sono io e..." o meglio: "Quello che so è che tu sentirai tutta la rabbia che ho, io sono qui e tu conti su me, pensa che ridere!"

Venezia 2013: arriviamo sabato pomeriggio, oltre alle valigie porto due brutti infortuni non pienamente risolti da due mesi, ma con una sola cartuccia da giocare ed i soldi già spesi, la buttiamo via senza nemmeno provarci? ma va là!
Mia figlia mi corre in mezzo alle gambe e mi fa inciampare: sento due fitte dolorosissime e trattengo le lacrime, cosa succederà domani? non voglio saperlo...
La serata trascorre serena e molto divertente: ritrovo vecchi amici del forum (raptor, zaffa) e ne conosco di nuovi (poderoso, mgawesi, gazzella) per un aperitivo e successiva cena veneziana, una carica di simpatia e di calore impressionanti! 
Ogni volta che penso a quale enorme affetto leghi persone che quasi non si conoscono ma che riescono a dare altrettanto - spesso molto di più - degli amici più stretti, mi sento un privilegiato solo per il fatto di aver incrociato la loro strada: grazie amici e perdonatemi se dimentico di citare qualcuno, siete tanti!

Tutti a nanna, si fa per dire visto che la notte della vigilia è sempre un dormiveglia nel nervosismo maledetto che mi prende... come d'incanto la sveglia suona alle 5:30, Colazione, vestizione, passeggiata, prendi il bus (con poderoso) e somatizza la tensione che mi assale, maledetto me!
Il raduno RF pre-gara smussa la tensione e mi permette di vedere in faccia tanti altri miti: ilmara con cui ci abbracciamo come amici di vecchia data (le foto non rendono giustizia, il più bello sono io! Caro il mio Marco...) enzomagno (mitico pazzo che fa una gara ogni settimana), i mototati, heidy, inchi, quanto invidio il vostro sorriso, io oggi sono troppo concentrato, voglio provare a fare bene. So già che con gli infortuni non sarà possibile ma ci proverò fino in fondo come sempre, è la mi sola arma.
Lo start non arriva mai, partiamo con molto ritardo ma alla fine, per fortuna, si parte e via: primi km per testare le gambe (nessun dolore per ora) e trovare il ritmo giusto. Strategia opposta all'anno scorso: concentrazione massima, la mia amica è la riga che separa le corsie stradali, ho occhi solo per lei, nessuna distrazione, nessun cinque ai bambini, solo io e la strada! Per i dolori & acciacchi devo per forza abbassare il ritmo ma mi rendo conto di non riuscire comunque ad andare oltre una certa soglia. Di sicuro c'è una componente psicologica, la paura di sentire male aumentando la velocità o la falcata, ma c'è anche qualcosa di diverso: forse quell'aumento di affaticamento e battito cardiaco è dovuto anche all'enorme umidità di oggi, naturalmente insieme al mio cervello bacato che non imbrocca il mood.
Tant'è: rimango concentrato e vado piano, non intendo mollare e voglio fare meglio di un anno fa'.
Concentrazione massima, esagerata, enorme, a volte mi guardo intorno e mi danno fastidio gli altri runners, voglio essere solo! No, questo è troppo, non voglio essere solo oggi!
Con l'aumentare dei km, il ritmo cala di pari passo. Mi sorpassano tutti i palloncini possibili e immaginabili, pazienza! Verso il ventesimo arrivano a farsi sentire le fasce ed i tendini infiammati, li gestisco e continuo a correre piano, piano, piano... mi conforto quando anche io supero chi molla prima di me e continuo così, piano piano... Ogni volta che riconosco un punto del percorso in cui la passata edizione mi aveva visto camminare, sono felice di sentirmi in corsa, per quanto si possa definire corsa. Ritmo in costante calo, fino al km 31, dove arriva l'inevitabile: fitte dolorose ed inizio a zoppicare, porca la pupazza! Ecco la realtà che presenta il conto.
Cammino, rifiato, riparto, dolore... Niente! Chiedo dove posso trovare del ghiaccio o spray, nessun risultato (organizzazione di una major del genere senza assistenza adeguata, non ci siamo proprio): percorro l'interminabile ponte della libertà zoppicando, riprovando a correre, cambiando modo di appoggiare i piedi, niente da fare, anzi mi becco pure i crampi sui due polpacci (mai avuto prima, grrrrr). Ristori, protezione civile, medici, volontari: nessuno con del cacchio di ghiaccio! 
Si sbarca in laguna ed al km 40 trovo il ghiaccio spray, che pure devo elemosinare! L'effetto arriva e riprendo a correre (beh correre è una parola grossa), se non altro trotto sui ponti quando quello attorno a me camminano. Il ponte di barche è troppo alto e passeggio, riprendo al termine e mi godo il passaggio nella "mia" piazza di San Marco, uno spettacolo indimenticabile come ritrovare la mia famiglia sull'ultimo ponte e sbaciucchiare moglie e figlia prima degli ultimi metri.
Taglio il traguardo come il solito zombie, mi domando chi me lo fa fare e penso già a quando potrò riprovarci: S.ono P.azzi Q.uesti R.unners.
Da li in poi gli acciacchi prendono a urlare insieme allo stomaco, e per i prossimi giorni si preparano nuove battaglie di medicinali, terapie, costosi e noiosi interventi...
Pazienza giovane padawan, lo sforzo scorre potente dentro di te.

Lunedì mattina di turismo con zaffa e raptor come gentilissimo e instancabile cicerone eh ci fa conoscere angoli di Venezia che altrimenti mai avremmo visto: grazie Gariele, ti devo tantissimo!

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